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M

Δ

Mi sono svegliato con la tua immagine negli occhi. Ieri la tempesta ad accompagnare i passi che mi portavano lontano da te. Avresti visto una figura trascinare questo fardello di cuore sul selciato. Ora che sono lontano da te il mio cuore mi lascia per cercarti. Ti trova immancabilmente nei sogni delle sue illusioni. La radiosa immagine della tua bellezza che mi sorride, mi chiama. Ti ho incontrato ieri notte. Non avevi abbandonato i luoghi occulti, dove tutte le immagini viventi si rivelano e risuonano con l’anima. Ed io ero là e tu con me e tu eri là ed io con te. Le acque erano torbide, sature di terra rossa. Calde acque di acquitrini tropicali dove bagnandoci la nostra nudità si donava ai nostri occhi. Occhi ridenti d’infanti. Tutt’intorno era l’ efflorescenza incontenibile, la gemmazione perenne; un vivaio folle di tutte le sfumature di verde. Insieme, complici, scendevamo a osservare la grande massa d’acqua sotterranea che scorreva rapida e che nutriva la foresta sovrastante. La fissavamo affascinati sentendo l’affinità che ci legava a lei.

/En

I woke up with your image in my eyes. Yesterday the storm was following the steps that were pushing me far from you. You would have seen a figure dragging this burden of heart on the ground. Now that I’m far from you my heart leaves looking for you. It finds you unfailingly in its illusion’s dreams. The radiant image of your beauty that is smiling to me, is calling me. Yesterday night I’ve met you. You haven’t left the hidden places where all the living images reveal and resonate with the soul. And I was there and you were with me and you where there and I was with you. The waters were turbid, saturated with red soil. In those tropical marshes, where we were bathing, our nudity was gifting itself to our eyes. Laughing infant’s eyes. All over around it was the uncontainable flourishing, a perennial gemmation; a crazy nursery of all the green’s shades. Together, complicit, we were descending to observe the huge subterranean water mass that was flowing rapidly nurturing the overhead forest. We were staring at it fascinated, feeling the affinity that linked us to it.

/IT

22/01/2018

Dieci, quindici chilometri al di sopra della superficie terrestre, a metà strada tra Clement Ferrand e Lione.

17:58.00

Dalla finestrella dell’aereo posso spaziare lungo l’orizzonte sgombro da nubi che si estendono al di sotto di me. Lontano, dal luogo che ho lasciato, dietro il velivolo, dove ho lasciato il mio cuore, Il sole morente sta dando gli ultimi guizzi della sua vitalità. Scorro con lo sguardo sui toni dorati dei filamenti di nuvole, negli arancioni rossastri che presto si tingono di un rosso granata che si incupisce gradualmente sino a diventare di un viola polveroso. Tutto l’orizzonte sanguina. Lo sguardo si spinge fin dove possibile dentro quella ferita , nelle più recondite sfumature arteriose e venose, dentro paesaggi globulari. Al di sotto c’è l’infinito lividore del sudario di nubi. Non ci sono terra, mari, oceani, luci di città, vette di monti innevati; solo cumuli cianotici di vapore acqueo. Al di sopra, oltre l’anello sanguigno, un azzurro inaspettato, così leggero, etereo. Mi sporgo un poco di più a scrutare i paesaggi siderali; lascio annegare lo sguardo in un blu più profondo, un blu alieno a questo pianeta, per scoprire la luna crescente che penetrerà stanotte nella stanza da letto dove tu stai.

/EN

22/01/2018

Ten, fifteen kilometers over the world surface, between Clermont Ferrand and Lyon.

17:58:00

From the aircraft’s porthole I can range along the whole horizon. It’s free from the clouds which extend below me. Far from the place I left, behind the airplane, where I left my heart; the sun is dying, giving the last glimpses of its vitality. I range over the golden tones of the cloud’s thread, inside the red-orange that soon is coloured with a garnet red till it turns dusty violet. The whole horizon is bleeding. The gaze goes further, as far as possible, inside that wound, inside the farthest arterial and venous shades, inside globular landscapes. Beneath there is the infinite lividness of the cloud’s s shroud. There are no ground, seas, oceans, city’s lights, snowy peaks; only cyanotic accumulations of   water vapour. Above, beyond the bloody ring, there is an unexpected light blue, so light, ethereal. I protrude a bit more to peruse the sidereal landscapes. I let my gaze drown in a deeper blue, a blue alien to this planet, just to discover the growing moon that will penetrate tonight in the bedroom where you stay.